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Vacherot illumina il Principato

10.04.2026

Ma chi ci tiene con il fiato sospeso nel buio della notte… chi, chi… Valentin Vacherot!” La maggior parte dei tifosi monegaschi non era nemmeno nati nel 1986, quando la hit degli Images “Les Démons de minuit” aveva scalato le classifiche. Ma nell’aria fresca e umida di una sera già inoltrata, continuavano a urlare a squarciagola, tanto per scaldarsi quanto per fare il tifo per il loro amico Val.

E pensare che lui non voleva assolutamente giocare di sera. Valentin Vacherot non è certo un mattiniero, ma conoscendo a fondo i campi in terra battuta del Monte-Carlo Country Club e le mutevoli condizioni meteorologiche di aprile, sapeva benissimo fin dall’inizio del torneo che il suo potente gioco d’attacco si sarebbe espresso più facilmente su una superficie asciutta, scaldata dai raggi del sole. Ma per uno strano scherzo del destino e del calendario, eccolo qui ai quarti di finale, dopo aver giocato tutte le sue partite… sotto i riflettori! Ha sconfitto l’argentino Juan Manuel Cerundolo, proveniente dalle qualificazioni, al primo turno (5-7, 6-2, 6-1). Lorenzo Musetti, numero 5 del mondo e finalista dell’anno scorso, al secondo turno (7-6, 7-5). E poi Hubert Hurkacz, agli ottavi di finale (6-7, 6-3, 6-4). Buone notizie per i superstiziosi: venerdì sarà nuovamente in programma per la quarta e ultima partita, valida per un posto in semifinale, contro l’australiano Alex de Minaur.

20 anni dopo che il suo fratellastro e allenatore Benjamin Balleret ha perso contro Roger Federer agli ottavi di finale nel 2006, “Val” ha fatto ancora meglio, sconfiggendo Hurkacz, l’ultimo uomo ad aver battuto il maestro svizzero a Wimbledon, infliggendogli addirittura una sonora sconfitta per 6-0 agli ottavi di finale! Il mondo è piccolo, ma Vacherot è un grande. E non solo in altezza (è alto 1,93 m). “Ho battuto mio fratello“, ci dice scherzando, l’eroe della giornata. “È una sensazione fantastica essere di nuovo ai quarti di finale di un Masters 1000. E ancora meglio farlo qui, a casa, davanti alla mia famiglia, ai miei amici, alle persone del club che conosco da oltre quindici anni.”

Lorenzo Musetti vs Valentin Vacherot – Rolex Monte-Carlo Masters 2026

Lorenzo Musetti contro Valentin Vacherot – Rolex Monte-Carlo Masters 2026

Come poteva qualcuno, in vantaggio per 4-0 nel primo set, immaginare che una partita iniziata a velocità vertiginosa si sarebbe conclusa dopo 2 ore e 53 minuti di intensa lotta? Ecco perché il tennis è magico. Ecco perché ti fa impazzire. Ecco perché lo amiamo. Ma con il suo atteggiamento disinvolto, quasi traballante, Hurkacz, l’avversario non vibra certo di carisma né suscita passioni. Ma il suo servizio è forte e lui usa la testa con intelligenza. Si prende il tempo per valutare lo stile dell’avversario e gradualmente recupera punto dopo punto. Di fronte a lui, il cupo e tempestoso Vacherot pieno di rabbia, lanciava insulti, gridava ai fotografi “Fuori!”, e chiedeva alla sua squadra “Cosa dovrei fare?”, ma dopo un severo avvertimento, si aggiustava freneticamente il cappellino per cercare di controllare la tempesta che infuriava dentro di lui. Il polacco, più esperto e calmo, ha gestito meglio il tie-break, vincendo per 7 a 4.

Ma Valentin Vacherot è un combattente nato. E anche un atleta. È tornato in campo con grinta dopo una breve sosta negli spogliatoi. Calmo e determinato a non lasciarsi sfuggire l’occasione di continuare la sua avventura in maglia rosso-bianca. Una scivolata e una leggera distorsione alla caviglia gli hanno fatto temere il peggio quando si è ritrovato steso a terra sulla terra battuta. Ma si è rialzato. Di nuovo. Ha ottenuto un break, portandosi sul 5-2, prima che si presentasse un altro intoppo. Durante il cambio campo, l’arbitro del torneo, Stéphane Apostolou, gli ha chiesto se avesse ricevuto la racchetta che aveva chiesto di incordare. Vacherot fruga nella borsa… “No, ma è incredibile… dove caspita è? Vuoi che te ne mandiamo un’altra? Beh, sì, ma solo se me la danno gratis…” E’ pure divertente. Ovviamente, fuori dal campo, dove invece preferisce il suo fare da “killer”.

Et dire, qu’il y a un an pile, il pointait au 256e rang du classement ATP. Comme il l’inscrit lui-même sur la caméra avant de quitter le court : « What’s going on ? » Mais oui, que se passe-t-il Valentin ?

Nessun calo di intensità nel set decisivo. Da entrambe le parti. Vacherot e Hurkacz si sono scatenati con prime palle di servizio a 220 km/h. La partita è finalmente cambiata nel famoso settimo game, quando il monegasco ha ottenuto il break alla sua quarta occasione. Sul 5-4, ha faticato a chiudere il set (ricorderete quello smash di rigore sbagliato!), ma alla fine si è inginocchiato, con le braccia alzate al cielo, urlando di gioia, dopo 2 ore e 53 minuti! “Un’altra partita pazzesca”, ha dichiarato. “Con queste condizioni, è così difficile fare punti. Le palle sono pesanti. Ma sono particolarmente orgoglioso di come ho alzato il livello nel terzo set“. Si merita di certo un ingresso nella Top 20, che raggiungerà, qualunque cosa accada, lunedì prossimo ( 19° posto almeno garantito). E pensare che esattamente un anno fa era al 256° posto della classifica ATP. Come ha scritto lui stesso davanti alla telecamera prima di lasciare il campo: “Ma che caspita succede?”.  Sì, infatti, ma che ti succede, Valentin?

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