Rublev stende Nadal

No, Rafael Nadal non ha rotto la sua racchetta per la rabbia per la prima volta nella sua carriera. Una questione di educazione e rispetto. Ma la voglia deve avergli attraversato seriamente la mente. Come testimonia questo grido, profondo, sordo, di disperazione, all’inizio della seconda manche, su un punto banale. A questo punto era stordito, duramente malmenato da un Rublev in modalità lanciatore di palline automatico impostato alla massima velocità e potenza. Il microcosmo del tennis conosce la forza impressionante e il braccio eccezionale del russo. Ma non al punto di immaginare Re Rafa senza alcuna soluzione sulla sua terra battuta. Tanto più che Rublev, che ha una totale ammirazione per lo spagnolo, non gli aveva mai tolto più di 4 games nei cinque set giocati contro il suo idolo (2 sconfitte).

Disputato al termine della sessione (Rublev aveva concluso il suo ottavo contro Bautista Agut giovedì alle 20h30), questo ultimo quarto di finale del Rolex Monte-Carlo Masters ha quindi infranto tutte le certezze. 3 unforced errors e un doppio fault di Nadal nella prima partita avrebbero potuto suggerire un prezioso indizio per il prosieguo dell’incontro. Ma anche la conferma di questo break e un Rublev in vantaggio sul 2-0 non sembravano far prendere dal panico né lo stesso Nadal, né il suo clan in area, né gli osservatori. Lo spettro di “un giorno in cui niente va” come aveva spiegato Novak Djokovic dopo la sua sconfitta agli ottavi contro Daniel Evans si dissipava quasi del tutto quando il Manacori colpiva un primo colpo di dritto lungo la linea per fare break e pareggiare sul 2 -2. Ma il game successivo nonostante un rally eccezionale vinto da Nadal dopo un ping-pong di 35 tiri, 3 doppi faults (!) regalavano a Rublev un altro break. 6 games dopo, il punteggio era 6-2, 2-0 a favore di Rublev. Un feroce 6-0. Impensabile. Dall’alto della terrazza, le urla di Rublev a ogni colpo e l’eco avvincente della palla che usciva dalle sue corde echeggiavano rumorosamente. Prova della folle intensità che impregnava il russo.

Corinne Dubreuil/ATP Tour

Ma quando avrebbe reagito Nadal? Sul 3-1, ha dovuto lavorare sodo per cancellare con difficoltà 3 palle di doppio break. Sul 3-2, invece, pensava di poter finalmente ribaltare la partita. Ma Rublev gli ha sbattuto la porta in faccia, respingendo magistralmente 4 palle di debreak. Stava calando la notte, il freddo si intensificava, Nadal restava incollato ai teloni, lontano dalla sua linea, spostandosi faticosamente, a capo chino, tra un punto e l’altro, dimenticandosi a volte perfino di prendere l’asciugamano tra due punti. Di fronte, Rublev continuava a lanciare delle sventole a ogni colpo. A destra. A sinistra. lungo sulla linea. Incrociato. Dritto. Rovescio. Come se ogni colpo fosse l’ultimo. Nadal teneva duro (ci sono cose che non cambieranno mai), salvava una palla di 5-2. Sul suo servizio, Rublev si procurava un’altra palla di 5-3. Ma un doppio fault dovuto e un’anticipazione a testa o croce di Nadal su un dritto penalty che si trasformava in un passing vincente ha fatto ripartire il tutto. 4-4. Rublev ha accusato il colpo e ha finito per mollare il set 6-4.

Dopo aver intravisto una sesta sconfitta in due set nel Principato (Coria nel 2003, Djokovic nel 2013 e 2015, Ferrer nel 2014 e Fognini nel 2019 avevano vinto in due manches), Rafael Nadal stava per scrivere una nuova pagina della sua incomparabile storia sulla terra rossa? Tutto sembrava indicare di sì. Ma dato che nel 2021 tutto è sballato, è stato Rublev a fare il break all’inizio del terzo set. Nadal ha risposto. Poi un nuovo break per Rublev. “Inanalizzabile”. Ma un’impressione lo stesso. Rublev sembrava più fresco. Più costante. Più forte. E quella sensazione si confermava in un colpo solo. Rublev, già a terra, ha accelerato di nuovo. Questa volta Nadal non è riuscito a incassare (6-2, 4-6, 6-2 in 2h32). 11 anni separano i due giocatori (23 per Rublev, 34 per Nadal). 11 come il numero dei Rolex Monte-Carlo Masters vinti dallo spagnolo. Il dodicesimo non sarà per il 2021. Ma chissà, forse un primo per Andrey Rublev? In ogni caso, qualunque cosa accada, con Tsitsipas, Evans, Ruud e Rublev nell’ultimo quadrato, domenica il torneo vedrà un vincitore senza precedenti.

“Andrey ha giocato una super partita. Colpiva così bene, ha ammesso Nadal. Ma come si fa a rivaleggiare oggi con un giocatore così bravo con un servizio come il mio? È stato un disastro. Non so nemmeno quante volte ho concesso il mio impegno (7 volte) ma era davvero troppo. Non puoi essere sereno quando servi così male. “

“Rublev merita totalmente la sua vittoria, ha ammesso Rafa. Sono felice per lui e gli auguro il meglio per la fine del torneo.”

 

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