Il Mediterraneo, detto da molti « il mare verde », era di un blu intenso, maestoso, al di sotto del Monte-Carlo Country Club, sotto un sole calante ma splendente, nel momento in cui Valentin Vacherot e Lorenzo Musetti entrano sul Centrale Rainier III, gremito fino all’inverosimile, per disputare il loro secondo turno. Dopo le sconfitte di Corentin Moutet, Terence Atmane e soprattutto del cugino Arthur Rinderknech, il monegasco d’adozione ma francese di nascita portava quindi i colori rosso e bianco ma anche un po’ di speranze a tre colori sulle spalle. Come Jacques Mayol ed Enzo Maiorca, si trattava di un duello tra un « Piccolo Italiano » ed un colosso locale. Una immagine fisica percettibile anche nel « linguaggio del corpo ».
Quinto nel ranking mondiale e finalista lo scorso anno del Rolex Monte-Carlo Masters, Musetti appare subito stressato, tanto per i punti da difendere, per il poco allenamento a match (ritiro a Miami a causa di un problema al psoas) e per la trappola ovvia che lo attendeva al suo ingresso in gara. Frequenti respiri profondi e lunghi, iperventilazione esattamente come un apneista prima di un’immersione. Di fronte, invece, la pressione sembra, come dall’inizio del torneo, scivolare come l’acqua sul nuovo completo di Vacherot, marchiato come 23° nel ranking mondiale dopo la sua esplosione tardiva ma spettacolare della scorsa stagione, con in particolare questo titolo durante il Masters 1000 di Shanghai. Dopo il suo successo contro Juan Manuel Cerundolo al primo turno, «Val», come lo soprannominano i locali, aveva condiviso la sua impazienza di misurarsi con Musetti e la sua volontà di giocare solo per vincere. Senza riserve e senza paura.

Sì, 20 anni fa, il suo fratellastro e ora allenatore, Benjamin Balleret, che aveva vissuto il momento più grande della sua carriera contro Roger Federer, non gli perdona più nulla. Top 20 e titoli. Ha quindi martellato Musetti con prime palle supersoniche (tutte tra 210 e 220 km/h), rovesci rabbiosi e discese a rete ben piazzate. Messo ai ferri corti, l’italiano cercava di variare, moltiplicava le palle corte, ma subiva dal lato del rovescio senza trovare la sua fluidità abituale. E se è riuscito a salvare tre palle del set sul 6-5 per strappare il tie-break, dove si è portato anche sul 3-0 poi 4-1, Vacherot, senza farsi prendere dal panico, ha piazzato un ace a 217 km/h per impedire al transalpino di vincere il set 6-5, poi lo ha fatto cedere difendendo strenuamente la sua parte di campo per 8-6. Perfino la protesta del pubblico italiano dopo un leggero gesto di disappunto e un avvertimento, non ha avuto alcun effetto su di lui. Al contrario. Dopo 1h12, galvanizzato, incandescente, incitava il suo gruppo di amici mentre stava raggiungendo la sua panchina.
Sotto gli occhi di Mélanie-Antoinette de Massy, presidentessa della Federazione Monegasca di Tennis, impassibile nella sua loggia, Vacherot accelera ancora nel secondo set. Una prima occasione di break mancata sul 1-1, poi il vantaggio sul 4-3 grazie a un passing fenomenale. Ancora nessuna tensione? Sì, un po’, comunque, nel momento del servizio per il match sul 5-4. Musetti, per orgoglio, recupera il break. Ma Vacherot va ancora più avanti, e colpisce ancora più forte, riprende il servizio dell’italiano e sulla sua seconda palla del match sul 6-5, conclude con un ennesimo servizio vincente.
« È difficile esprimere ciò che provo in questo momento », dice scivolando sul campo con molta umiltà e gli occhi pieni di lacrime… di gioia dopo aver scritto ‘Siamo come a casa’ con il pennarello sulla telecamera. Emozioni pazzesche. Battere il 5° del mondo, sul mio campo centrale, è fantastico. Cerco di assumermi il mio nuovo ruolo, ho avuto un inizio di stagione regolare ma mi mancava una grande vittoria. Ecco, è fatta, fa bene. Qui, poi. Oggi forse avevo solo un quarto dello stadio con me, ma tutti quelli che sono qui sono formidabili. Vi dico a domani. »
Negli ottavi di finale, il monegasco affronterà giovedì il polacco Hubert Hurkacz. E tutto lo stadio, questa volta, lo accompagnerà per vivere l’ebbrezza… della vittoria.
Il monegasco contro Musetti, 5° nel ranking mondiale e finalista dell’anno scorso.
Il risultato: 7-6, 7-5 on due ore e 9 minuti.
Il canadese ed il norvegese qualificati per duellare al terzo turno
Nessun francese rimane nella lista dei singoli