Rublev ha meritato la sua finale

Nello sport, il giorno dopo, il giorno della conferma, a volte è il più difficile da gestire. Magistrale vincitore di Rafael Nadal venerdì nei quarti di finale (6-2, 4-6, 6-2), Andrey Rublev non solo ha dovuto digerire la sua impresa ma anche recuperare fisicamente dopo 2h32 di sforzi intensi, che si erano già aggiunti alle 2h45 di due giorni prima, contro Roberto Bautista Agut (7-6, 5-7, 6-3). È bella la gioventù” devono aver detto gli anziani quando hanno visto il russo fare le giravolte sul campo Rainier III contro Casper Ruud. A 23 anni e con il suo peso piuma (75 kg per 1,88 m), la testa di serie n° 6 è ben lontano dalle articolazioni che scricchiolano, dalla schiena che tira e dal cuore che si stanca. Al contrario, è in pieno sviluppo, e dopo una fase di apprendimento sul circuito dell’ATP, sembra crescere e ispessirsi (in senso figurato), settimana dopo settimana, torneo dopo torneo.

Casper Ruud, 22 anni, prodotto scandinavo della Rafa Nadal Academy dove si allena, non mancava tuttavia di risorse per contrastare i piani di Rublev. Il norvegese è un vero specialista in terra battuta. Aveva già vinto tre titoli su terra rossa, a Houston nel 2019, Santiago e Buenos Aires nel 2020 senza dimenticare una prima semifinale al Masters 1000, a Roma, la scorsa stagione. Il 71% delle sue vittorie in circuito (51 su 72) erano state ottenute su una superficie ocra. Ormai nella Top 30, anche lui ha sogni di grandezza.

 

Attento a non subire il ritmo infernale impresso da Rublev, Ruud ha attaccato la semifinale con ancora più aggressività del suo avversario. Ha fatto break nel terzo game ma il russo ha risposto con un graffiante 3-0 per staccarsi 4-2 e completare il set 6-3 in 32 minuti. Ha fatto di nuovo break all’inizio della seconda manche (2-0) ma ha iniziato a precipitarsi un po’ e ha ceduto quattro games di fila. Irritato, Rublev ha battuto violentemente sotto le sue suole con la sua racchetta, si è tirato forte i pantaloncini come per tirare su le bretelle (rivelando un ciclista un po’ vintage sotto) e tirava invettive al suo clan per evacuare. Fortunatamente per lui, Ruud ha commesso tre unforced errors nella partita successiva permettendogli di rimettersi al passo. E a 5 all, Rublev azzeccava due colpi sublimi per regalarsi il break: un contro di dritto incrociato laser e un passing di rovescio lungo sulla linea, imprendibile. Braccia aperte e subito alzate, dopo un ultimo game di servizio shutout con in particolare due dritti balenati ben oltre il limite autorizzato.

 

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